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Sicurezza Stradale e Patente Progressiva in Italia | Guida e Vai

Sicurezza Stradale: anche in Italia si parla di Patente Progressiva

Gli incidenti stradali restano la prima causa di morte tra i giovani dai 15 ai 25 anni. In Italia si sta discutendo l'introduzione di una patente progressiva — un percorso formativo a tappe — per migliorare la sicurezza stradale dei neopatentati, sul modello di Norvegia, USA e Canada.
174.933
incidenti stradali con lesioni in Italia nel 2017 (dati ISTAT)
15–25
anni: fascia d'età più a rischio per incidenti mortali
-73%
morti 16-24 anni in Norvegia grazie alla patente progressiva

Cos'è la patente progressiva?

La patente progressiva è un sistema di abilitazione alla guida strutturato in fasi, proposto dall'Unità di Ricerca in Psicologia del Traffico dell'Università Cattolica di Milano in collaborazione con Unasca. A partire dai 16 anni, il futuro conducente affronterebbe un percorso formativo comprendente:

  • Diversi esami progressivi
  • Periodi di pratica guidata con tutor
  • Lezioni con psicologi specializzati
  • Monitoraggio della condotta di guida

I comportamenti più pericolosi alla guida

Tra i comportamenti errati più frequenti che causano incidenti ci sono:

  • Guida distratta (uso del cellulare, distrazione)
  • Mancato rispetto dei limiti di velocità
  • Mancato rispetto delle regole di precedenza
  • Guida sotto effetto di alcool e/o droghe
  • Mancato utilizzo dei dispositivi di sicurezza (cintura, casco)
L'esempio della Norvegia

In Norvegia il sistema di educazione stradale graduale ha ridotto il numero dei morti per incidente stradale tra i 16 e i 24 anni di ben il 73%. La proposta di Unasca e dell'Università Cattolica è quella di importare questo modello anche in Italia.

Obiettivi della patente progressiva

I giovani neopatentati, attraverso questo percorso strutturato, avrebbero il tempo di acquisire la giusta confidenza per guidare in sicurezza. Gli obiettivi principali sono:

  • Migliorare il rapporto con l'auto e la dimestichezza alla guida
  • Ridurre le insicurezze e le incertezze
  • Sviluppare comportamenti consapevoli e responsabili alla guida

Come ha dichiarato Emilio Patella, Segretario Nazionale Autoscuole Unasca: "È importante far passare il messaggio che l'educazione stradale non riguarda soltanto il saper condurre un mezzo, ma conoscere tutte le variabili del sistema strada. Un ragazzo allenato all'educazione stradale sarà sicuramente un attento guidatore per tutta la vita".

Domande frequenti

Le risposte alle domande più comuni sulla patente progressiva e sicurezza stradale.

La patente progressiva è un sistema di abilitazione alla guida strutturato in fasi progressive, a partire dai 16 anni. Prevede più esami, periodi di pratica con tutor, lezioni con psicologi e monitoraggio della condotta. L'obiettivo è dare ai giovani il tempo di acquisire esperienza e sicurezza prima di guidare in totale autonomia.
Sì. In Paesi come Stati Uniti, Canada e Norvegia la patente graduale esiste già da tempo. In Norvegia, il sistema di educazione stradale graduale ha ridotto del 73% i morti per incidente tra i 16 e i 24 anni. La proposta è quella di importare questo modello anche in Italia.
I comportamenti più pericolosi includono la guida distratta (spesso per uso del cellulare), il mancato rispetto dei limiti di velocità, le precedenze non rispettate, la guida sotto l'effetto di alcool o droghe e il mancato utilizzo di cinture di sicurezza o casco. La fascia più critica è quella dai 15 ai 25 anni.

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